Storia Cast

 

Quando nasce il C.A.S.T.

 

Il C.A.S.T. (Comitato Ambiente Salute e Territorio) si è costituito nel 2010, su iniziativa di un gruppo di cittadini di Castel Frentano (Ch) che si sono attivati fin da subito contro il progetto di Elettrodotto Villanova-Gissi. Il procedimento era iniziato nel febbraio 2010.

È un comitato di volontariato e ha un proprio statuto dall’aprile 2010. Ha per scopo sociale la difesa dell’ambiente e della salute e la tutela del territorio in ogni sua forma.

L’adesione è libera e gratuita. Le spese sono finanziate con contributi volontari di associati e cittadini privati, anche non aderenti.

Applicando il “dovere di solidarietà civile” stabilito per tutti i cittadini nell’art.2 della Costituzione Italiana, chi aveva le conoscenze tecniche, giuridiche e chi  aveva buona volontà e senso civico, ha messo tutto ciò al servizio degli altri (e continua a farlo), volontariamente, credendo nei valori della democrazia e nella difesa dei diritti.

 

 

Attività del Comitato

 

Il compito del Comitato è stato fin dall’inizio quello di informare, supplendo alla scarsa se non nulla informazione pubblica. Il C.A.S.T. ha cercato di combattere il disinteresse e la sottovalutazione del progetto, di denunciare le procedure poco trasparenti, i rischi per la salute, i danni per le attività e le proprietà agricole e immobiliari. Ha svolto questo compito con fatica e solitudine, all’ombra delle maggiori associazioni ambientali (WWF, Legambiente), che istituzionalmente e direttamente non si sono mai occupate né delle caratteristiche tecniche del progetto né soprattutto del procedimento, che presentava gravi anomalie. Hanno invece dato spazio e attenzione ai problemi, quando il Comitato li ha sollevati, singoli volontari di WWF e Legambiente, gruppi e organizzazioni territoriali come Nuovo Senso Civico e Emergenzambiente Abruzzo.

Con assemblee e incontri pubblici, il C.A.S.T. ha cercato di “fare luce” sui 380.000 volt dell’Elettrodotto Villanova-Gissi: un’opera ancora molto poco conosciuta nelle sue complessità.

Il C.A.S.T. ritiene che l’informazione e il consenso informato sono un principio fondamentale della democrazia.

 

Gli incontri del C.A.S.T.

 

Durante questi due anni (2010-2012), il C.A.S.T. ha svolto decine di incontri, nelle pizzerie, nelle sale delle contrade, parlando alla gente e nei luoghi dove insisteranno i mega-tralicci.

Il C.A.S.T. ha cercato di affrontare gli argomenti con passione civile e approfondimento scientifico.  Agli incontri hanno partecipato e collaborato tecnici, medici, ambientalisti, giuristi.

Il 7 ottobre 2010 il C.A.S.T. ha organizzato un convegno a Lanciano dal titolo “Le strade dell’energia. La questione Elettrodotto in Abruzzo”, dove sono stati discussi con esperti i principali aspetti dell’opera: quello giuridico, quello sanitario e quello politico.

Il C.A.S.T. è stato soprattutto un comitato “itinerante”. La convinzione di una causa giusta, quale quella di difendere il diritto di chi non può difendersi, ha portato avanti una lotta per la tutela della nostra campagna e della gente che vi risiede e lavora.

L’Elettrodotto avrà impatti enormi sul paesaggio rurale, porterà molte zone alla depressione socioeconomica, all’abbandono degli insediamenti agricoli abitati che saranno più vicini ai piloni, impedirà qualsiasi attività di vitalizzazione futura dei territori interessati.

 

 

 

 

 

Il Comitato, le manifestazioni, la lotta alle emergenze ambientali regionali

 

Il C.A.S.T., in virtù dell’ampio scopo di difesa del proprio statuto, si è interessato e ha aderito con i propri volontari e aderenti alle manifestazioni sulle principali emergenze ambientali della Regione.

Tra i diversi temi ed emergenze:

  • la “deriva petrolifera” della regione
  • le centrali a biomasse
  • la promozione del Parco della Costa Teatina

 

 

Il Comitato e le Istituzioni

 

Molte amministrazioni, dopo l’avvio del procedimento, avevano detto ai cittadini che l’opera era già decisa e non si poteva fare nulla.

Il C.A.S.T. ha sempre cercato di riportare a trasparenza e verità il comportamento delle amministrazioni, sollecitando il confronto con la gente e invocando l’imparzialità rispetto agli interessi privati in gioco.

Nessun Comune ha mai promosso, di propria iniziativa, incontri per la cittadinanza. In alcuni casi, ci sono state “riunioni”, chiamando solo alcuni (non tutti) dei proprietari delle contrade interessate, e senza informare correttamente sugli espropri e sulle servitù dell’elettrodotto.

 

Alcuni Sindaci si erano riuniti il 23 marzo 2010 a Castel Frentano su convocazione del Sindaco Patrizia De Sanctis.

Nella riunione aperta al pubblico, cui parteciparono pochissime persone che erano a conoscenza del procedimento, il Consigliere regionale Emilio Nasuti disse ad alcuni suoi concittadini per rassicurarli: “Cumpa’, quesse s’interre!”.

La Società proponente, Abruzzoenergia S.p.A., e Terna, che realizzerà l’elettrodotto, hanno invece sempre categoricamente escluso possibilità d’interramento, anche solo per alcuni tratti.

Ai cittadini che mostravano preoccupazione per la complessità del procedimento, la vaghezza delle informazioni sull’opera e che chiedevano cosa avrebbero fatto le istituzioni, il consigliere E. Nasuti rispondeva: “Non c’è bisogno di fare i comitati. Ai problemi ci pensiamo noi”.

Il Sindaco del Comune di Bucchianico in quell’occasione disse testualmente: “Questo è un progetto da furbi!”.

Il Sindaco Mario A. Di Paolo il 30.07.2012 ha firmato l’Accordo d’Intesa con le Società Abruzzoenergia e Terna sulle compensazioni e sul consenso al quadro programmatico dell’opera.

Come lui, altri 12 Sindaci dei comuni interessati dal percorso hanno stipulato per accordo privato l’intesa sulle condizioni del progetto (compresa la definizione non concertata del tracciato) e sulle somme a ristoro per l’attraversamento nei rispettivi territori.

 

 

 

 

 

 

 

L’opposizione del Comune di Lanciano, Castel Frentano, Paglieta

 

Il C.A.S.T. ha svolto un ruolo di presidio e stimolo civile e l’appello a riflettere attentamente sul consenso ad una infrastruttura di simile portata è stato raccolto – a quanto pare – da alcuni Comuni.

Castel Frentano, Lanciano e Paglieta hanno conservato e trasferito nell’ultima Conferenza di servizi presso il Ministero dello Sviluppo Economico (tenutasi il 7.11.2013) la propria contrarietà al progetto.

Nessuna istituzione ha espresso una posizione chiara e precisa sul disegno energetico che accompagna l’elettrodotto, e anzi non si è voluto entrare nel merito del cosiddetto “interesse strategico nazionale”.

Sotto il cosiddetto “interesse strategico nazionale” è stato presentato nei fatti un progetto d’interesse privato, ovvero una nuova connessione di rete (non priva di misteri) di Abruzzoenergia S.p.A., società del Gruppo A2A e proprietaria della centrale di Gissi, che produce energia con idrocarburi fossili (gas).

 

 

 

Il C.A.S.T. dopo il Decreto di VIA sull’Elettrodotto Villanova-Gissi

 

Il 13.09.2011 (Decreto N.510) il Ministero dell’Ambiente ha espresso con esito positivo (con prescrizioni) la VIA, Valutazione d’Impatto Ambientale sull’Elettrodotto Villanova-Gissi.

Il C.A.S.T. ha attivato presso l’amministrazione di Lanciano, da poco insediata con il nuovo Sindaco, M. Pupillo, tavoli e riunioni tecniche collaborando per esaminare le questioni giuridiche, le maggiori criticità (interferenze con zone agricole abitate o destinate a piani di sviluppo) e soprattutto per giungere ad un documento unitario dei Comuni (all’epoca ancora tutti contrari, salvo Atessa) nei confronti della Regione.

Il tentativo si è arenato perché i Comuni, contattati nei mesi successivi da Terna e Abruzzoenergia S.p.A., hanno agito in modo separato, avviandosi verso i singoli accordi con le società, poi formalizzati, secondo la logica dell’interesse particolare. Ad ognuno la sua parte, ognuno padrone del proprio “feudo”.

I Comuni di Lanciano, Castel Frentano e Paglieta, pur rimasti contrari all’elettrodotto, non hanno firmato nessun documento congiunto e nessun appello a non firmare l’intesa nei confronti della Regione.

Il 29 maggio 2010 il C.A.S.T. aveva già inviato una raccolta firme e un appello a non firmare l’intesa al Governatore Chiodi.

Il 6 novembre 2012, con Delibera di Giunta N. 727 la Regione ha concesso l’intesa sull’opera.

La Regione non si è presentata alla Conferenza di servizi del 7.11.2012 e ha trasmesso la delibera via fax al Ministero dello Sviluppo economico.

Nessun Comune ha reso nota la data della Conferenza, pur avendone avviso formale alcune settimane prima.

Alla stampa il comunicato è stato dato solo dal C.A.S.T.

 

 

 

 

 

Il ricorso al TAR  

 

Il 12 gennaio in un incontro pubblico a Paglieta, il C.A.S.T. aveva dichiarato imminente il Decreto, ritenendo doveroso il ricorso amministrativo sia da parte dei privati, sia da parte dei tre Comuni rimasti contrari, Lanciano, Castel frentano e Paglieta.

Il 15 gennaio 2013 il Ministero dello Sviluppo Economico ha emesso il Decreto di autorizzazione ed esercizio dell’Elettrodotto Villanova-Gissi e opere connesse.

Il C.A.S.T. ha direttamente acquisito dal Ministero la notizia del Decreto e della sua successiva pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale (N.10 del 24.01.2013).

Immediatamente, il C.A.S.T. ha avvisato via fax i Comuni di Lanciano, Castel Frentano e Paglieta della notizia del decreto e ha iniziato riunioni con i cittadini.

Quaranta cittadini privati e il Comitato hanno fatto ricorso al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) del Lazio contro il decreto e sosterranno le spese legali iniziali grazie ai propri contributi e alla solidarietà delle contrade interessate.

 

Chiediamo a tutti di  fermare un procedimento ingiusto, avvolto nella disinformazione, che colpirà molte persone, soprattutto famiglie di agricoltori e operai, che hanno lavorato una vita per la loro casa. Coloro che vivono vicino ai campi elettromagnetici generati dagli elettrodotti, sono esposti a diversi rischi, soprattutto al raddoppio del rischio leucemico per i bambini.

 

 

L’impegno oltre l’elettrodotto Villanova-Gissi

 

Il C.A.S.T. sulla scia dell’impegno nella questione dell’elettrodotto e delle emergenze ambientali, intende stimolare una riflessione profonda riguardo la produzione di energia e il suo smistamento. Ricercare e diffondere informazioni riguardo metodologie alternative di produzione e smistamento che rispettino il principio di precauzione, che non deturpino il territorio, che prevedano il riutilizzo e l’adeguamento di infrastrutture già esistenti. L’energia è sostenibile solo se riferita anche alle reti di trasporto, e non solo alla sua fonte di produzione Accanto a questa ricerca il intende informare e promuovere il risparmio energetico nell’utenza domestica, industriale e soprattutto della pubblica amministrazione.

Un’ulteriore sviluppo delle attività del C.A.S.T. riguarda l’interconnessione con altri gruppi e comitati di cittadini che lottano per difendere il territorio, la salute e i diritti dei cittadini dai tentativi di inquinamento, cementificazione, petrolizzazione dell’ambiente e dalla scarsa informazione che le amministrazioni forniscono ai cittadini. Tale interconnessione potrebbe permettere un ragionamento a tutto tondo sulle questioni ambientali, combatterebbe l’isolamento che i gruppi nati dal basso incontrano nell’affrontare le proprie lotte generando un circuito di mutuo soccorso tra i vari gruppi di lotta.

 

 

 

 

 

 

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