Antiproibizionismo

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     Anche l’Abruzzo sabato 8 febbraio sarà a Roma per reclamare l’abolizione della Fini-Giovanardi.

 Otto anni di questa legge liberticida hanno prodotto decine di migliaia di arresti, millenni di galera (assommando le condanne), sovraffollamento delle carceri, costi esorbitanti per la macchina repressiva e giudiziaria, sconvolgimento delle vite dei consumatori, anche occasionali, con ritiri di patente e conseguente perdita del posto di lavoro (basta essere trovati in possesso di modiche quantità, non necessariamente alla guida) e conseguente perdita del posto di lavoro, crescita dei profitti delle narcomafie; tante, troppe le persecuzioni e le vittime, troppe le morti che reclamano verità.
In Abruzzo, come in tutta Italia, la classe politica dirigente, la parte più ipocrita e moralista, finge di preoccuparsi per la nostra salute schierandosi contro la legalizzazione di marijuana e vietandone il consumo. Sembra però non preoccuparsi affatto della nostra salute quando a nuocerle sono le discariche di rifiuti tossici, l’inquinamento delle acque, il petrolio che “sporca” in maniera irreversibile terra e mare, le sostanze chimiche che siamo costretti ad usare sui posti di lavoro, i fumi sprigionati dalle fabbriche: per questi motivi, e non per l’uso di marijuana, ogni giorno aumentano i tumori e le morti sui nostri territori; viceversa, diversi studi stanno dimostrando che l’uso terapeutico delle sostanze ricavate dalla marijuana può aiutare la cura di varie malattie (confronta il sitohttp://www.dinamopress.it/…/marijuana-in-corsia…). Quindi basta con questa ipocrisia!
Del resto sappiamo bene che in molti aspettano la legalizzazione per poterci lucrare sopra: in primis lo stato, che fino a ieri ha combattuto questa sostanza e dal giorno dopo potrà tassarla e farla rientrare tra le merci col sigillo del “monopolio di stato”; in secondo luogo la grande imprenditoria, che non è altro che la faccia pulita delle narcomafie (e non ci riferiamo sicuramente ai piccoli commercianti, che invece potrebbero avere da questa legalizzazione una vera spinta per tornare a vivere dignitosamente e a creare nuovi posti di lavoro). Per questo pensiamo che sia centrale il ruolo dell’AUTOPRODUZIONE. Sappiamo bene che questa sarà ostacolata, come si sta facendo con lo scambio di semi per piante molto meno chiacchierate della marijuana. Infatti dal 1998 è in vigore una direttiva comunitaria che riserva la commercializzazione e lo scambio di sementi alle ditte sementiere (Monsanto e altre multinazionali), vietandolo agli agricoltori. Ciò che i contadini hanno fatto per millenni è oggi diventato un reato.
Per questi motivi saremo a Roma sabato 8 febbraio 2014 con uno spezzone Abruzzese, per dire NO ad una legge incostituzionale e SÌ alla legalizzazione di una pianta naturale dalle svariate proprietà mediche, terapeutiche, tessili, nonché al diritto ad usufruirne per scopi ludici come sta avvenendo in tantissimi paesi, ultimi dei quali Uruguay, Colorado, Washington.

SÌ ALL’AUTOPRODUZIONE COME UNICA E VERA ARMA CONTRO MAFIE, PROIBIZIONISMO E CAPITALISMO!

Autobus: L’Aquila – Teramo: (partenza da Teramo) info:349-1915267 3209507712

Lanciano – San Vito: (partenza casello autostradale Lanciano) info:3296590866

Pescara-Chieti: (partenza piazzale stazione bus Pescara) info: 085-61106 085-66788

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