FATE L’AMORE NON I CONVEGNI

Pubblicato: 12 gennaio 2016 in zona 22

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Vivendo quotidianamente ed attivamente la nostra comunità ed il nostro territorio raccogliamo l’indignazione di quella parte di società frentana che, spontaneamente e pubblicamente, ha deciso di rifiutare dogmi, barriere e pregiudizi. Con l’obiettivo di promuovere le diverse concezioni delle possibilità di essere uomini ed essere donne, sentiamo l’esigenza di diffondere e difendere una visione del mondo capace di abbracciare le variegate sfumature di una società in continua evoluzione, comprendendone ed esaltandone le molteplici possibilità individuali di autodeterminazione. Siamo una comunità colorata che crede nella possibilità di essere liberi nella maniera in cui lo si ritiene più opportuno.

Tutto ciò che siamo e che significhiamo rifiuta pertanto iniziative, eventi e manifestazioni volte a diffondere contenuti portatori di confusione, discriminazione e denigrazione.

Giorni fa, nei locali della Sangritana, sotto il vessillo dell’ Arcidiocesi, abbiamo assistito ad una dimostrazione plateale di mancanza di rispetto verso la libertà individuale e la serenità collettiva. Ciò che ci ha spaventato, oltre il messaggio ed il tono allarmistico e diffamatorio, è l’assoluta superficialità nell’esposizione di un tema, tanto delicato quanto complesso, come la determinazione della sessualità e dell’identità di genere. Una narrazione concettualmente carente sotto il profilo scientifico, psicologico e legislativo; un messaggio primitivo, deviante e volutamente sensazionalista, corredato da una carrellata di materiali inadeguati ed infondati. Una scatola vuota di disinformazione e terrorismo psicologico. Sconcertante inoltre, la presenza di un rappresentante delle istituzioni locali. Quelle stesse istituzioni che dovrebbero tutelare la totalità della comunità lancianese contribuendo a rimuovere qualsiasi ostacolo alla piena realizzazione di sè, come singoli individui e come membri della collettività.

Dietro al convegno tuttavia si nasconde una più ampia problematica relativa alla tutela dei diritti di genere in Italia. Non è un caso che la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo abbia condannato il nostro paese per il mancato riconoscimento di tutele legali per le coppie omosessuali. Non solo, l’Italia risulta essere, secondo il rapporto Rainbow Europe di Ilga Europe, alle ultime posizioni in materia di diritti LGBT: “Si va dalla propensione ai discorsi di odio e discriminatori alla violenza; dalla situazione del sistema educativo alle discriminazioni sul posto di lavoro. [..] Si prende in esame (l’arco temporale va dal 1 gennaio al 31 dicembre 2014) il riconoscimento legale dell’identità di genere, la partecipazione alla vita pubblica, politica e culturale e, infine, l’opinione pubblica. ” (http://www.nelpaese.it/index.php/26-articolo-nazionale/2376-lgbt-sui-diritti-di-genere-italia-agli-ultimi-posti-in-ue). Mentre il mondo prende un’altra direzione noi restiamo fermi, arroccati su posizioni medievali e deviati da echi oscurantisti, non riuscendo a cogliere la legittimità del cambiamento.

Fortunamente però lo spazio reale è altra cosa e restituisce uno spaccato di sorprendente umanità e comprensione. Quello a cui abbiamo assistito in questi giorni, tra il vociare mediatico ed il pubblico dissenso, è stato una spinta spontanea al reciproco miglioramento. La nostra città ha saputo pubblicamente dire no ad ogni forma discriminatoria ed esclusiva. Lo ha fatto in modo colorato, solidale, aperto e propositivo, utilizzando quindi la forma più inclusiva possibile: la festa. Un momento di vita e partecipazione collettiva, che per noi rappresenta un seme che deve essere coltivato. A questo scopo intendiamo intraprendere un percorso di crescita collettiva insieme con quanti hanno costruito con noi la sera dell’8 Gennaio, la festa della Lanciano libera aperta e solidale.

Vogliamo creare uno spazio di conoscenza e comprensione nel tessuto cittadino. Invitiamo dunque la comunità, le realtà, i movimenti, le associazioni, i singoli, e quanti siano in grado di cogliere la bellezza dell’eterogeneità, a camminare insieme a noi verso un futuro più equo, solidale e partecipato. Un cammino che è stato già avviato, e che proseguirà attraverso l’aggregazione ed il reciproco mutualismo tra corpi e realtà differenti, uniti dall’obiettivo di celebrare la libertà dell’amore e di crescere insieme verso lo sviluppo di una nuova, più etica, coscienza comune.

Lab61 – UallóUallà

Zona22

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